Porto di Gianola : noto come opera romana perfettamente conservata quando invece è di evidente fattura contemporanea. Si sa che a realizzarlo fu verso il 1930 il marchese Carlo Afan de Rivera, proprietario di una villa posta dietro l´insenatura, per consentire l´ormeggio delle piccole imbarcazioni personali e di quelle da pesca che per consuetudine riparavano nel luogo: tra i frequentatori i reali d´Italia, appassionati di pesca, che vi si recavano dalla Villa Guja (odierno Albergo Miramare). La struttura portuale è nella profonda insenatura che separa quasi il promontorio di Giànola dal nucleo orografico del Monte di Scàuri. Da un capo all´altro due bracci, allineati verso una bocca centrale delimitano un bacino di forma leggermente trapezia: moli e banchine sono di pietra locale grezza legata con malta cementizia; pietra sagomata è invece impiegata nei dispositivi di ormeggio, negli spigoli e nelle scalette.
Vani sono stati finora gli sforzi per correggere un così grave errore d´attribuzione e di datazione, poiché alla denominazione tradizionale si trova ormai aggiunto in modo indelebile l´aggettivo "romano", autentico falso storico che coinvolge ed espone allo scherno cittadini ed operatori turistici.