Acquedotto di Nepi - Viterbo

01036 Nepi, Italy

L' acquedotto di Nepi è un'opera di ingegneria idraulica iniziata nel XVI secolo e portata a termine nel XVIII secolo. L'opera nella sua interezza raggiunge una lunghezza all'incirca tre miglia, ovvero la distanza tra la sorgente denominata Varano, meglio conosciuta come "La Botte", posta nell'omonima località, fino alle mura della città. Lungo questo percorso, le condutture sono in prevalenza interrate, mentre in località "Gli archi" per superare un modesto vallone venne costruito un ordine di arcate. Ma certamente la parte più imponente e monumentale, è quella in cui supera il vallone ben più profondo, scavato dal torrente Falisco a ridosso del bastione delle fortificazioni sangallesche, superando le asperità del terreno tramite 36 arcate, con una la lunghezza di 285 metri ed un'altezza massima di circa 20 metri nella parte terminale, dove un doppio ordine di sei fornici portano al livello dell'abitato le condutture. In questa ultima parte, i possenti piloni sono ulteriormente rafforzati da contrafforti, che ne rendono ottagonale la pianta, mentre nell'ordine superiore le strutture si fanno più esili. Le soluzioni architettoniche adottate, squisitamente strutturali, si ispirano agli acquedotti dell'antica Roma. Familiarmente quest'ultimo tratto è conosciuto come gli "archi della Bottata".

Nel Cinema:


  • Nel suo capolavoro L'armata Brancaleone, il regista Mario Monicelli volle come sfondo delle prime scene del film, proprio le suggestive arcate dell'acquedotto di Nepi.

  • L'acquedotto appare in alcune scene del film Per grazia ricevuta di Nino Manfredi, girato nel 1971

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